Cosa accade quando non esiste via di fuga, quando lo spazio si chiude e l’unica condanna è lo sguardo dell’altro? È questa la domanda di “A porte chiuse” di Jean-Paul Sartre, capolavoro dell’esistenzialismo novecentesco al suo debutto al Teatro di Documenti l’11 e 12 aprile. Opera cardine del teatro del Novecento e del pensiero esistenzialista, lo spettacolo, regia di Vanessa Littera, racconta l’incontro di tre anime dannate rinchiuse in una stanza senza via di uscita. In assenza di carnefici, saranno i loro stessi sguardi, le verità taciute e i segreti inconfessabili a trasformare lo spazio in una condanna eterna. L’inferno, come suggerisce Sartre, non è un luogo, ma la relazione con l’altro. In scena Vanessa Littera, Elisa De Paolis, Alex D’Alascio, Vincenzo Petullà e Alisia Pizzonia. La nuova produzione teatrale della Compagnia Dysania si configura come un lavoro di ascolto e approfondimento della scrittura di Sartre, con una particolare attenzione al rapporto tra parola e presenza scenica. Il progetto indaga le tensioni legate al desiderio, alla colpa, all’ipocrisia e alle dinamiche di potere che attraversano i personaggi, costretti a specchiarsi continuamente gli uni negli altri, senza possibilità di fuga. La visione scenica privilegia uno spazio essenziale e claustrofobico, in cui corpi e voci si intrecciano in un crescendo di tensione. Luci e suoni contribuiscono a intensificare il senso di intrappolamento, mentre la disposizione del pubblico a 360 gradi rende l’esperienza immersiva e partecipativa. La Compagnia Dysania propone una rilettura contemporanea di un classico senza tempo, capace di interrogare ancora oggi lo spettatore sul rapporto tra identità, responsabilità e sguardo dell’altro.

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