Negli anni Novanta un gruppo di artisti ha cambiato il modo di intendere l’arte: invece di concentrarsi solo sull’opera in sé, ha messo al centro le relazioni tra le persone. L’arte è diventata un’occasione per incontrarsi, dialogare e condividere esperienze.

Da allora, questo approccio, chiamato Estetica Relazionale, è considerato una delle correnti più importanti dell’arte contemporanea. Tra i suoi protagonisti ci sono Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Carsten Höller, Pierre Huyghe, Philippe Parreno, Rirkrit Tiravanija e molti altri.

Per omaggiare questa particolare corrente, al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma (v ia Guido Reni, 4a ) apre la prima grande mostra dedicata all’ Arte Relazionale , curata dal critico internazionale Nicolas Bourriaud.

Il titolo della mostra, “ 1+1 ”, richiama proprio l’idea dell’incontro e della collaborazione: l’arte nasce quando le persone si uniscono e creano qualcosa insieme. Gli spazi del MAXXI diventano quindi luoghi di partecipazione e sperimentazione.

“1+1”, la prima mostra dedicata all’Arte Relazionale

All’interno del museo è stato realizzato il Pakghor, una cucina-soggiorno tradizionale bengalese fatta con materiali naturali. Uno spazio accogliente dove i visitatori possono incontrarsi, chiacchierare e condividere un pasto. Ogni sabato, dalle 12.00 alle 15.00 , rappresentanti di diverse comunità internazionali che vivono a Roma cucineranno piatti tradizionali dei loro Paesi, invitando il pubblico a partecipare, assaggiare e dialogare. Un modo per trasformare la cucina in un’esperienza di scambio e condivisione.

All’esterno, invece, prende vita un orto urbano con strutture di bambù e vasche in legno, dove cresceranno piante e ortaggi di stagione: un piccolo ecosistema che si sviluppa insieme alla mostra.

La mostra sarà visitabile dal 29 ottobre 2025 al 1° marzo 2026 ed è aperta dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 19.00. L unedì chiuso. Biglietto intero al costo di 14 euro, ridotto 11. La biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo.

Tutte le informazioni e il calendario delle performance sul sito maxxi.art .

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