Proseguono davanti al tribunale i procedimenti legati all’accoltellamento avvenuto nella zona della movida di Latina la sera del 23 novembre 2024. L’episodio, maturato nell’area dei locali e dei pub, è arrivato ora a una fase in cui le scelte processuali degli imputati hanno tracciato percorsi diversi, con udienze svolte nella stessa mattinata ma su binari distinti.

Secondo quanto emerso in aula, uno degli imputati ha optato per il rito abbreviato, con una richiesta condizionata allo svolgimento di una perizia psichiatrica. Per gli altri, invece, la strada imboccata è quella del rito ordinario. La decisione di seguire riti differenti incide sui tempi e sulle modalità con cui vengono esaminati atti e responsabilità, e ha portato a una scansione serrata degli appuntamenti fissati davanti ai giudici.

Le udienze si sono tenute nello stesso arco di giornata, con il tribunale impegnato a gestire i diversi passaggi previsti per ciascun procedimento. Nel corso della mattinata si sono susseguiti gli adempimenti legati alle scelte difensive e alle valutazioni richieste, mentre l’attenzione in aula è rimasta concentrata sulle conseguenze dell’accoltellamento e sulla ricostruzione di quanto accaduto quella sera nel cuore della vita notturna cittadina.

In aula, a segnare maggiormente il clima è stato anche il racconto della madre del ragazzo rimasto ferito, che ha ripercorso quei momenti e l’impatto che hanno avuto sulla sua famiglia. Un passaggio che ha riportato al centro dell’udienza la dimensione umana della vicenda, mentre i procedimenti continuano a fare il loro corso in tribunale.

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