Il palcoscenico del Teatro Argentina torna a farsi tribuna di dibattito civile per il terzo appuntamento de Le Verità Sospese, il ciclo di quattro serate-evento ideato dal Direttore artistico del Teatro di Roma Luca De Fusco.

Lunedì 30 marzo (ore 20), l’attenzione si sposta su uno dei gialli più intricati e controversi della cronaca italiana: il Caso Marta Russo. Con l’appuntamento dal titolo Alla Sapienza, una mattina, la riflessione si addentrerà nei corridoi dell’Università La Sapienza di Roma per ricostruire quel 9 maggio 1997, quando una studentessa di Giurisprudenza di soli 22 anni venne colpita a morte da un proiettile “fantasma”.

L’inchiesta sulla morte di Marta Russo si rivelò fin da subito una sfida alle logiche investigative tradizionali: nessuna arma ritrovata, nessun movente credibile e una dinamica mai del tutto chiarita. La serata ripercorrerà l’iter giudiziario che portò alla condanna di due assistenti universitari, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, nonostante la totale assenza di prove materiali. Un processo indiziario che ha lasciato aperti enormi interrogativi sulla certezza del diritto e sulla forza delle testimonianze in assenza di riscontri tecnici decisivi.

Il dibattito, animato dalle firme di Alessandro Barbano e Goffredo Buccini, con il contributo narrativo di Anna Ammirati, esplorerà il confine tra la necessità di dare un colpevole all’opinione pubblica e il rigore necessario a una verità giudiziaria che non lasci spazio al dubbio.

Con Le Verità Sospese, il Teatro di Roma riafferma la sua vocazione di spazio critico, offrendo alle nuove generazioni e alla cittadinanza gli strumenti per analizzare i grandi nodi irrisolti del Paese, guardando oltre la superficie della cronaca e dei pregiudizi mediatici.

Il ciclo si concluderà il 18 maggio con Hotel Champagne, un affondo sul Caso Palamara e sulle dinamiche di potere interne alla magistratura che hanno scosso il CSM.

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