Nuovo appuntamento internazionale a Monte Ciocci, dove nella giornata di giovedì 2 luglio Il Cinema in Piazza, manifestazione organizzata e promossa dalla Fondazione Piccolo America, accoglierà un ospite d'eccezione del panorama cinematografico globale: Bruce Goldstein. Storico Founding Repertory Artistic Director del Film Forum di New York, vero e proprio tempio del cinema indipendente e di repertorio della Grande Mela, Goldstein salirà sul palco dell'arena per presentare al pubblico romano il cult cinematografico The Taking of Pelham One Two Three (Il colpo della metropolitana – Un ostaggio al minuto) diretto da Joseph Sargent nel 1974.
Quest’incontro rappresenta il penultimo e attesissimo appuntamento della rassegna speciale "NYC Calling: Film Forum in Rome", ciclo cinematografico in programma dall’11 giugno al 9 luglio nato dal sodalizio artistico tra la Grande Mela e la Città Eterna e composto di cinque speciali titoli selezionati dallo stesso Goldstein per unire in un ideale e suggestivo "matrimonio" le strade e le frenetiche atmosfere delle due metropoli.
Quattro banditi, con la precisione cronometrica, assaltano la metropolitana di New York e si impadroniscono, dirottandolo, del vagone Pelham 123 con a bordo 17 passeggeri e un controllore. Per liberare gli ostaggi chiedono un milione di dollari altrimenti li uccideranno a uno a uno. Dell'operazione è incaricato il tenente Garber che, trasportando il denaro al vagone, intuisce le mosse dei banditi e li affronta sgominando la banda.
Tratto dall'omonimo romanzo di Morton Freedgood e diretto nel 1974 da Joseph Sargent, The Taking of Pelham One Two Three (Il colpo della metropolitana – Un ostaggio al minuto) vede al centro Walter Matthau e Robert Shaw.
«Ogni grande studio hollywoodiano ha una “strada di New York”, ma verso la fine del muto e di nuovo brevemente nel secondo dopoguerra alcuni produttori portarono star e troupe nelle vere strade della città, ottenendo un realismo crudo e impossibile da ricreare in un assolato studio californiano. Uno dei primi produttori di Hollywood a venire a est fu Harold Lloyd, che girò metà del suo capolavoro della commedia muta “Speedy” (1928) per le vere strade di New York. Le altre due scelte sono tra i film più newyorkesi mai realizzati: il poliziesco di Jules Dassin “The Naked City” (1948), impresa straordinaria che diede il via a un intero ciclo di noir girati in esterni, e “The Taking of Pelham One Two Three” (1974) di Joseph Sargent, non solo uno dei più grandi thriller di sempre, ma anche un’abile capsula del tempo della New York in declino degli anni ’70. Questi film non offrono una visione turistica di New York, ma descrivono una città con cui i veri newyorkesi si identificano immediatamente. Lo stesso potrebbero dire i romani delle mie altre due scelte: “Lo Sceicco Bianco” (1951) di Fellini e “Risate di gioia” (1960) di Monicelli. Queste due commedie non sono certo “Vacanze romane”».


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