Lo spettacolo teatrale Clitoridere, scritto e interpretato da Daniele Fabbri, stand up comedian di successo, arriva a Roma il 15 maggio.

Lo spettacolo andrà in scena negli spazi di Maison Rosè, in via Braccio da Montone, 77.

L’iniziativa avvia una collaborazione con l’Osservatorio Bakeca Incontri, realtà attiva dal 2018 nell’analisi statistica e nell’osservazione dei comportamenti digitali nel settore dell’intrattenimento per adulti. Il contributo dell’Osservatorio consiste esclusivamente nella fornitura di dati aggregati e anonimizzati relativi ai flussi di traffico online, elaborati in forma statistica e privi di qualsiasi riferimento personale.

“Clitoridere” affronta il tema della sessualità attraverso la risata dal punto di vista linguistico, storico e sociale, utilizzando il linguaggio della satira per stimolare una riflessione consapevole sui meccanismi culturali, comunicativi e digitali che influenzano la percezione collettiva dell’intimità. L’approccio è dichiaratamente non medico, non prescrittivo e non promozionale, ma orientato all’analisi critica dei comportamenti e delle narrazioni sociali.

In occasione della tappa romana, l’Osservatorio Bakeca Incontri ha analizzato dati statistici locali relativi al traffico sul portale, rilevando:

I dati sono presentati in forma aggregata e hanno esclusivamente finalità descrittiva e di studio dei fenomeni digitali. L’analisi evidenzia una maggiore concentrazione di traffico nella giornata di mercoledì. Tale dato può essere interpretato come indicatore di abitudini digitali legate alla routine settimanale e alla pianificazione personale.

Tra le parole chiave più frequenti compaiono termini riconducibili a categorie tipiche del settore, come “milf”, “trans”, “matura” che rientrano in categorie ricorrenti nel settore rappresentando cluster di interesse tipici delle piattaforme di annunci per adulti. L’osservazione di tali tendenze non ha finalità promozionali, bensì descrittive, e si inserisce in una più ampia analisi dei comportamenti online nel contesto urbano.

Rapportando il numero di visite mensili alla popolazione residente (circa 4milioni e 400mila), emerge una frequenza di accesso significativa, elemento che testimonia la rilevanza del fenomeno digitale in città, senza che ciò implichi automaticamente una corrispondenza univoca tra utenti e residenti, trattandosi di accessi web potenzialmente ripetuti o provenienti da aree limitrofe.

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