“E se la tua vita fosse una serie? E se qualcuno stesse facendo binge watching di te?”. Debora Villa torna a teatro con Comedy Deb e lo spettacolo fa tappa anche a Roma, al Teatro Ghione, il prossimo 13 maggio.
E allora facendo zapping tra le varie offerte ci si può possiamo imbattere in: “Pioltellow”, la provincia epica e tragicomica del “Bronx milanese”, in “Downton Debbie”, la decadenza prevedibile di una nobiltà improbabile e in “Funeral party”, la lotta per sopravvivere a un personaggio che si ostina a non morire
A scaraventarla da un titolo all’altro una voce misteriosa che la porta avanti e indietro nella timeline e nei generi. Un attimo è commedia, un attimo tragedia, documentario, telenovela. Debora cerca di seguire, ma perde il controllo, su e giù come una scheggia impazzita. Ma chi è a guidarla, o forse a giudicarla? È Dio? È un’intelligenza artificiale? È l’algoritmo? O è suo zio?
E alla fine inesorabile arriva la fatidica domanda: ma se questa voce esiste, può venire dall’aldilà? Quindi esiste qualcosa dopo la morte? E se sì, cosa sarà mai, forse uno spin-off?
Con Comedy Deb, Debora Villa abbandona per un momento il flusso narrativo del monologo puro, per addentrarsi in architetture più strutturate e concedersi un viaggio leggero e surreale, ma anche sorprendentemente intimo. Uno spettacolo comico che mescola memoria, presente e ignoto.
E mentre l’eminenza grigia o dir si voglia la scrolla di qua e di là per la sua vita, Debora interpella il pubblico, suo fedele compagno di viaggio e lo trascina dentro il racconto. Non è più solo la sua storia a scorrere sullo schermo immaginario: il suo percorso diventa universale, condiviso, lo storytelling si allarga, invade e pervade la platea. E in questo tourbillon un pensiero semplice ma destabilizzante si insinua nella mente dello spettatore: ma realmente, chi sta guardando chi?


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