Ficus al Massimo

Ficus al Massimo

Il 21 e 22 febbraio, dalle 10:30 alle 20, torna Ficus al Massimo al Garum – Museo della Cucina, in via dei Cerchi 87.

Due piani espositivi e una corte esterna accolgono artigiani, designer, flower designer, illustratori e vintage reseller provenienti da tutta Italia, in un percorso che trasforma la visita in scoperta. Moda sostenibile, pezzi unici, illustrazioni, flower design, editoria indipendente, poster, gioielli, home decor, vintage ricercato, libri e vinili da collezione convivono in un contesto museale che diventa spazio vivo, dinamico, aperto alla città.

Belinda. Ogni collezione nasce dall’idea che l’identità possa diventare segno visivo: colori, simboli e parole si fondono in un linguaggio grafico distintivo. Con il progetto Lost in Bloom, le felpe diventano espressione individuale: a ogni temperamento è associato un elemento botanico, scelto e personalizzato al momento. La stampa avviene dal vivo, trasformando l’acquisto in un’esperienza intima e su misura.

Mea Astra. Oggetti straordinari per l’ordinario quotidiano. Ttrasforma la ceramica in racconto emotivo: forme scultoree e simboliche che vivono tra arte e design. Pezzi d’uso che diventano dichiarazioni interiori, dove la materia si fa poesia.

AnnaPia Studio. Tecnologia e artigianato dialogano in un’estetica contemporanea. Gioielli in stampa 3D dalle geometrie audaci e streetwear sartoriale realizzato a mano con tessuti organici e deadstock. Piccole serie, grande identità: moda indipendente, sostenibile, urbana.

Er Romano. La Roma autentica diventa illustrazione. Poster ironici e affilati raccontano la città oltre i cliché, tra bellezza, contraddizioni e quotidianità. Un progetto visivo che celebra la romanità, un disegno alla volta.

Girando nel Museo si potrà anche ammirare la rara collezione privata di arti e letterature culinarie esistenti al mondo che si offre, gratuitamente, al pubblico. Libri rari di cucina e le prime ricette a stampa dei piatti più amati come quella del Panettone, la mortadella, i supplì, la zuppa inglese e migliaia di arnesi, pentole, arredi, che spaziano dagli stampi barocchi per il gelato di primo Seicento alle cucine a gas degli anni Cinquanta, dalle bellissime mezzine toscane ottocentesche alle contemporanee macchine per la pasta fino alle pentole di design del secondo Novecento.

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