A spasso nella città vecchia sono stati anche stavolta in tanti, tra poeti e musicisti, pittori e fotografi, danzatrici e cantanti, e non solo. Un’esperienza intima e allo stesso tempo travolgente, al di là del folto pubblico che prende parte alle tappe del viaggio proposto da Vivila. Ad aprire la serata di sabato sono stati “I Musicisti di Euterpe” , trio composto da Michela Barlone , Cristian Quinto e Gianrico Mastrobattista che rispettivamente con arpa, flauto e clarinetto hanno proposto tre brani, di Moricone, Di Marino e James Last. Un percorso davvero magico che ha fatto emergere le capacità timbriche della giovane ma molto quotata formazione. Subito dopo è stata la volta di Alessandro Benvenuti che tra le Benedettine e la Giudea ha esposto alcuni suoi lavori: tele che hanno trasmesso il senso dell’Armonia, non solo come espressione di equilibrio ma anche un punto di arrivo, di benessere interiore, che si può raggiungere grazie alle Arti. Sei opere molto apprezzate dal pubblico.

Sulla Portella ad aspettare il “popolo” di Vivila il giovane poeta Gianpiero Addessi . “Il suo intervento – riassume Il Quadrato – si è concentrato sul caos che paradossalmente può avere il merito di creare poi un’armonia, come pure sul contrasto di emozioni che nella serenità che può scaturire al termine di un confronto può generare davvero armonia tra le persone e tra i popoli”. All’interno della Chiesa di San Martino la scrittrice Beatrice Marrocco ha portato in scena un monologo sul tema della guerra, attraverso una riflessione sulla sofferenza, sulla perdita e sulle conseguenze che i conflitti lasciano nella vita delle persone. In Corso Dante Alighieri un coinvolgente intervento della guida turistica Marianna Lugova dedicato al possibile passaggio del Padre della lingua italiana nel nostro territorio e al profondo legame tra la storia locale e il sommo poeta. Nei suoi panni il piccolo Nicolò Stravato , che con la sua interpretazione ha regalato un tocco di magia all’incontro.

Nella cornice di Largo Terenzio Varrone è andato in scena un estratto del reading musicale “Biologia dell’anima: impronte attraverso il paesaggio del tempo”, scritto da Roberta Recchia , interpretato dalla voce narrante di Roberta Cardinale insieme alla chitarra di Sandro Sposito . Un viaggio emotivo attraverso le cinque grandi stagioni della vita umana, viste come tappe di evoluzione interiore e scoperta di sé: nascita, infanzia, adolescenza, giovinezza, vecchiaia. Un testo che invita a guardarsi dentro e a non lasciarsi trascinare passivamente dal tempo, grazie a una forte connessione con la natura, perché ogni caduta è uno slancio verso il nuovo, e l’essenza della vita sta nella capacità di fiorire, accettando la propria unicità e le proprie fragilità.

Due fermate poi nello storico e caratteristico quartiere del Cardinale. La prima con Loreta Carnevale e Marialuisa Fiore che hanno illustrato come nel corso della storia siano cambiati i canoni della bellezza femminile, dall’epoca romana al ‘900, attraverso la presentazione di alcune nobildonne che hanno vissuto e amministrato la nostra Città e di altre che sono collegate alla nostra terra per varie ragioni. La seconda con l’ ASD Shendao , che ha affrontato il tema della difesa personale femminile e dell’importanza di metodologie di insegnamento che pongano l’attenzione sulla persona, in un approccio centrato sull’allieva: maggiore autostima, senso di autoefficacia personale, amor proprio e gestione della componente emotiva, che si associano all’acquisizione di tecniche e alla capacità di rispondere ad ostacoli specifici o difficoltà in modo proattivo.

Chiusura di serata nei pressi dell’Antipapa con una lettera aperta di Daniele Mosconi interpretata dalla voce di Roberta Recchia su accompagnamento musicale del talentuoso Andrea Graziani . “Un inno alla semplicità, in un tempo di distrazioni, tutti incapaci di concentrarci per un periodo minimo perdendoci la meraviglia che è ancora in grado di sorprenderci. Basta alzare lo sguardo ad altezza bambino per ritrovarla: come fanno i piccoli che ancora scelgono le piazze per giocare, si emozionano per una palla che rotola e la rincorrono come se fosse la cosa più preziosa al mondo. Un provocatorio appello al ritrovare l’armonia della naturalezza, dei gesti e delle parole”.

Domenica 30 agosto Vivila ha dato spazio all’Eleganza. L’ha aperta il giovanissimo attore Lorenzo Nocella con un omaggio a “Novecento”: “L’eleganza senza tempo del testo di Baricco ha incontrato la vibrante e commovente interpretazione del nostro Lorenzo, in una sinergia capace di trasformare Novecento in un’esperienza teatrale pura e suggestiva nel cuore del Centro Storico”. Dopo la sua performance il pubblico ha ritrovato Alessandro Benvenuti , che ha esposto altri suoi lavori, spiegando ai presenti le tecniche utilizzate e anticipando che nelle prossime serate darà vita ad un’estemporanea. Sotto l’arco di ingresso al quartiere le tele di Mauro Bianchi : avvicinatosi all’arte mosso da passione, le sue opere sono un messaggio che trova origine nel vissuto quotidiano, e nel tempo hanno fatto spazio a un’analisi critica nei confronti della società moderna.

Una panchina di Piazza Emilio Rosati si è trasformata nel palco più elegante per Beatrice Marrocco : “Il suo monologo è stato dedicato alla salute mentale e al dolore interiore, spesso invisibile agli occhi altrui. Attraverso la parola e l’interpretazione Beatrice ha creato un momento di ascolto, riflessione e vera condivisione emotiva con il pubblico. Che l’ha applaudita a lungo al termine del suo intervento. Sulla parte alta della Portella la Guida Turistica Marianna Lugova ci ha raccontato la storia di quel luogo magico, la costruzione probabilmente più antica di Fondi. Che dobbiamo custodire e valorizzare, per tramandare memoria e conoscenza del territorio”.

A San Martino i violini di Ilenia De Meo e Beatrice Macaro hanno creato un’atmosfera fantastica, impreziosita dalle luci e dal fascino del luogo. “La giovanissima Beatrice è figlia d’arte, suo padre Sestino Macaro è stato tra i più grandi musicisti della città fino alla sua prematura scomparsa e ancora oggi viene omaggiato da altri musicisti e ricordato come uno dei figli più talentuosi di questa terra. Al suo fianco la sua insegnante, Ilenia De Meo, affermatissima musicista che già lo scorso anno ha regalato al nostro evento una stupenda esibizione”. Vivila quest’anno si è posta l’obiettivo di aprire corti e cortili ma anche di sorprendere ogni sera il pubblico. E domenica lo ha fatto con una “serenata al contrario”: sul bellissimo balcone della Famiglia D’Ambrini in Piazza della Repubblica la voce di Antonietta Caporiccio e la chitarra di Sandro Sposito hanno letteralmente incantato il pubblico, in uno dei momenti più intensi delle prime quattro serate dell’Edizione 2026 della nostra Rassegna.

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