Alle Terme di Caracalla è allestita la mostra “Frank Horvat”: un complesso di 72 immagini divise in tre momenti significativi che esplorano il lavoro del grande fotografo. La mostra, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro e con l’organizzazione di Electa, è curata da Fiammetta Horvat e Mathilde Oudin (Studio Frank Horvat) e Nunzio Giustozzi e resterà aperta dall’11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027.

Frank Horvat (1928-2020) è stato un fotografo eclettico, che nel corso della sua carriera, lunga più di settant’anni, ha affrontato con profonda intensità svariati temi: certamente la moda, che l’avrebbe reso celebre, ma anche il reportage sociale e il viaggio, il paesaggio, i ritratti, il rapporto con l’arte, in una ricerca costantemente improntata alla libertà, alla delicatezza dello sguardo.

“Una personalità cosmopolita quella di Horvat – ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – un italiano nato ad Abbazia oggi in Croazia, vissuto a Lugano, Milano, Londra, Parigi e che ha girato il mondo in lungo e in largo affinando il suo sguardo e il colpo d’occhio. Le sue immagini alle Terme di Caracalla rappresentano un omaggio a un intellettuale che ha attraversato l’universo della fotografia: dalla moda, al reportage, alla ricerca artistica, alla scoperta del trattamento delle immagini con l’informatica, all’esplorazione di paesi lontani oppure vicini, come nel caso della Sicilia cui è dedicata una sezione della mostra”.

“Abbiamo scelto di esporre tre serie che assomigliano a Horvat – ha spiegato la figlia Fiammetta Horvat, che cura l’archivio con Mathilde Oudin, già assistente del fotografo – che ne illustrano la curiosità e che si integrano alla perfezione con questo sito antico, nato per celebrare il corpo e la bellezza umana”.

In una delle palestre delle Terme di Caracalla viene costruito un percorso inedito fra i migliori suoi ritratti dedicati all’universo femminile, quelli che, meglio di ogni altro soggetto, rivelano la chiave interpretativa del lavoro del fotografo. Con un approccio personale, Horvat è infatti riuscito a scardinare i codici della fotografia di moda, liberando le modelle, con le quali instaurava un rapporto di amicizia e complicità, dalle loro pose canoniche, cogliendole per strada con una Leica e la sola luce naturale. Dal finire degli anni Cinquanta c’era anche una corrispondenza tra il mutare dell’idea di eleganza, l’ascesa del prêt-à-porter, ormai accessibile a tutte le donne della classe media, e l’evoluzione del loro status: non solo attrici o ballerine, scrittrici o intellettuali ma anche tenerissime madri, donne che lavoravano, erano finalmente indipendenti e chiedevano più libertà e il diritto di essere sé stesse.

Ciò che lo interessava era, dunque, la “donna reale”, come attestano anche le fotografie dei suoi servizi documentari realizzati in tanti Paesi del mondo, dal Pakistan all’India, dal Brasile al Senegal, dall’Egitto al Giappone. Un focus viene dedicato ai servizi fotografici che Horvat, invitato da Irene Brin e Gaspero del Corso della Galleria L’Obelisco, realizzerà proprio a Roma nei primi anni Sessanta per la rivista “Harper’s Bazaar”, in cui celebri modelle di allora sono in compagnia di personaggi della cultura e del cinema come Alberto Moravia, Luigi Barzini, Marcello Mastroianni e molti altri. La figura femminile è al centro anche della seconda sezione della mostra con fotografie dalla serie Vere sembianze, presentata all’interno degli ambienti voltati del monumento, in cui Horvat gareggia con la pittura, intessendo un dialogo estetico dinamico con i grandi ritrattisti del passato, utile a svelare però le intime verità delle donne moderne.

Straordinariamente consonante con le vestigia monumentali delle Terme è, infine, la sezione dedicata al ciclo Goethe in Sicilia, in cui il fotografo, nei primi anni Ottanta, si è misurato con le memorabili pagine del Viaggio in Italia, scoprendo una profonda sintonia con la visione romantica dello scrittore tedesco. Affascinato dalla cultura greca dei templi, da quella rococò come dalle tradizioni popolari, Horvat si concentra sull’inconfondibile natura dell’isola, sui suoi paesaggi, luoghi di una storia senza tempo. Lo sguardo di Horvat si aggiunge a una serie di fotografi che le Terme di Caracalla hanno ospitato in questi anni recenti con le mostre Narciso. La fotografia allo specchio e Letizia Battaglia Senza fine e che hanno segnato una significativa apertura all’arte contemporanea e in particolare alle immagini. Il volume, edito da Electa, segue e approfondisce le tre sezioni della mostra facendo emergere, grazie anche a un’antologia di scritti del fotografo, una vera e propria dichiarazione di poetica. Apre il libro un sentito ricordo di Ferdinando Scianna.

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