Prosegue domenica 11 ottobre il Refice Jazz Festival 2026 , la manifestazione organizzata dal Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone che quest’anno celebra il cinquantesimo anniversario della nascita dei Corsi di jazz , istituiti nel 1976 con il Corso straordinario di Musica Jazz affidato a Gerardo Iacoucci. Una storia proseguita senza interruzioni attraverso generazioni di studenti e docenti e divenuta parte significativa del percorso dell’insegnamento jazzistico nei Conservatori italiani.

La terza giornata del Festival intreccerà in modo particolarmente significativo memoria, repertorio, improvvisazione e attività didattica , attraverso tre appuntamenti che si susseguiranno nell’Auditorium Daniele Paris a partire dalle ore 17:00.

Ad aprire il pomeriggio sarà “Souvenir d’Italie” , progetto affidato alla voce di Paola Massero , al vibrafono di Giampaolo Ascolese e al pianoforte di Gianluigi Clemente , con gli arrangiamenti di Gerardo Iacoucci . Il concerto assume oggi un valore ancora più intenso, a poche settimane dalla scomparsa del musicista che per decenni ha animato la vita musicale del territorio.

“Souvenir d’Italie” ripercorre una stagione particolarmente felice della canzone italiana, quella compresa fra la fine degli anni Quaranta e gli anni Sessanta, quando autori e interpreti italiani guardavano con crescente interesse alle sonorità provenienti dal jazz americano. Il progetto nasce proprio dall’incontro fra quel repertorio e la scrittura di Iacoucci, profondo conoscitore di quella stagione musicale e autore degli arrangiamenti.

Il programma originario comprende brani entrati nella memoria musicale italiana come “Souvenir d’Italie”, “Buonasera Signorina”, “Non dimenticar”, “Amore baciami”, “Nel blu dipinto di blu”, “Estate”, “Se stasera sono qui”, “Senza fine” e “Il nostro concerto” . La rilettura jazzistica restituisce così il clima di un’epoca nella quale la canzone d’autore e la musica popolare italiana dialogavano con swing, armonie e colori orchestrali provenienti d’oltreoceano.

Alle 18:15 il programma proseguirà con il piano solo di Stefania Tallini , pianista, compositrice e arrangiatrice tra le personalità più originali del jazz italiano contemporaneo. Tallini vanta una lunga attività internazionale e collaborazioni che attraversano jazz, musica brasiliana, teatro e musica classica, con artisti quali Jaques Morelenbaum, Jorge Pardo, Guinga, Stefano Di Battista, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto, Roberto Gatto, Dario Deidda, Corrado Giuffredi e Alessandro Carbonare.

La sua presenza al Festival non si limita tuttavia al concerto. Tallini è infatti protagonista del workshop “Architettura del momento: oltre la pagina scritta e i changes” , dedicato all’ improvvisazione radicale e rivolto a musicisti provenienti sia dalla formazione classica sia da quella jazzistica. Il laboratorio nasce con l’obiettivo di mettere temporaneamente da parte i sistemi di riferimento abituali — la partitura per il musicista classico, le strutture armoniche e i pattern idiomatici per il jazzista — per riportare al centro il suono, l’ascolto e l’interazione istantanea .

Proprio questa esperienza troverà la sua conclusione pubblica alle 19:15 , quando Stefania Tallini tornerà sul palco insieme agli studenti che hanno preso parte al workshop per un momento di creazione collettiva nel quale le idee sviluppate durante il laboratorio prenderanno forma direttamente davanti al pubblico.

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