Godlike, con la regia di Clara Addari ed Edoardo D’Antonio, sarà in scena il 7 maggio, per la VII edizione del Festival inDivenire, presso lo Spazio Diamante di Roma.
Godlike è uno studio teatrale che attraversa le derive contemporanee del rapporto tra individuo e universo digitale, intrecciando tre storie emblematiche e disturbanti. Arturo, nel 2007, ha 10 anni e ascolta “Touch the Sky” di Kanye West sulla nuova Playstation, un po’ alla volta scivola dall’isolamento dei videogiochi all’estremismo politico. Influenzato dall’idolo e dai guru del complotto, si convince dell’esistenza di un’élite intenta a distruggere l’Europa, fino a un gesto estremo. Luana, ballerina ventiquattrenne, dopo un infortunio nel 2025 si immerge online nei drammi climatici di Emilia e Valencia. L’angoscia per l’apocalisse la trasforma in una leader di organizzazioni ecoterroristiche. Enrico, nel 2016, insegue invece la gratificazione dei social: per diventare un influencer famoso passa dal cabaret a Twitch, dove pur di non perdere successo si spinge a challenge sempre più pericolose.
Attraverso queste tre storie, lo spettacolo riflette sull’attualità delle teorie di Freud e Le Bon sulla psicologia delle masse, trasposte nell’era degli algoritmi. La tecnologia non è super partes: rintracciando i nostri gusti, ci bombarda di notizie che rinforzano solo il nostro punto di vista, annullando il senso critico. In questa massa virtuale, siamo ipnotizzati da leader carismatici e giustificati dai nostri idoli a disprezzare chiunque veda il mondo da un’angolatura diversa. Il potere invisibile della tecnologia plasma identità, desideri e ideologie ed è in questo meccanismo di polarizzazione e ricerca di visibilità che rimangono intrappolate le vite dei tre protagonisti. Lo spettacolo apre una riflessione lucida e inquieta su una generazione sospesa tra bisogno di appartenenza e perdita di sé.


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