Viterbo. Venerdì 26 giugno, alle 18, la sala del quattrocento del monastero di santa Rosa ospita la presentazione del libro "Il viale dei ricordi. Storie di ieri, riflessioni di oggi: gli anni Sessanta di mia nonna" di Noemi Fiorentino, edito dalla casa editrice Scatole parlanti (collana Voci, pp. 96, euro 14). Con l'autrice interviene Stefano Nazzaro.
Ispirato dai racconti della nonna dell'autrice, "Il viale dei ricordi" è ambientato negli anni sessanta, tra le vie di Viterbo e Roma. Giuliana vive momenti di gioia, sfide quotidiane e cambiamenti sociali che raccontano un'Italia in trasformazione. Attraverso i suoi ricordi, narrati con dialoghi autentici e impreziositi dall'uso del dialetto viterbese, il lettore è immerso in un decennio fatto di sacrifici, speranze e scelte decisive. L'opera valorizza la memoria familiare, intrecciando passato e presente in una narrazione evocativa dalle sfumature malinconiche. Un invito alla riflessione sul valore del tempo che scorre e sull'importanza delle storie che plasmano la nostra identità. In parallelo alla narrazione, emergono le considerazioni personali dell'autrice che, in qualità di nipote e testimone, analizza come l'incessante progresso tecnologico abbia oscurato e ridefinito abitudini e valori, elementi che ancora oggi possono guidare il nostro modo di vivere.
Scrive Noemi Fiorentino: “Ci sono storie che non compaiono nei libri di storia, ma si tramandano sottovoce, tra una tazza di tè e un pomeriggio di sole, nella tranquillità di una cucina o seduti su una sedia accanto alla finestra. Ho ascoltato attentamente la voce di mia nonna che con dolcezza ha aperto per me uno spiraglio sul mondo degli anni Sessanta. Attraverso i suoi racconti, mi sono lasciata trasportare in un'Italia che oggi sembra lontana, eppure vive nei miei ricordi: le canzoni alla radio, la speranza di un lavoro, i sogni dei giovani e quella solidarietà che univa tutti. Mi sono soffermata sulle storie d'amore, sui profondi cambiamenti e sulle rivoluzioni che hanno caratterizzato il tessuto sociale di quell'epoca. È un grido di speranza: un insegnamento che invita le nuove generazioni a riscoprire quei valori soffocati dal troppo silenzio emotivo. Ho voluto intrecciare in queste pagine i frammenti di una vita intera e autentica. È un atto d'amore, perché trovino dimora nella memoria e non si disperdano nel silenzio del tempo”.


Lascia un commento