L’introverso Principe del Rinascimento nell’arte, Michelangelo Buonarroti è il prossimo protagonista delle “Interviste Impossibili – dalla radio al palcoscenico” portate avanti dall’accoppiata Laura De Luca e Renato Giordano al Teatro Tordinona.

In più, una recente scoperta scientifica della ricercatrice Valentina Salerno, guidata dal professor Michele Rak e testimoniata da uno scoop giornalistico, riporta Buonarroti al centro dell’attenzione delle cronache, quasi in concomitanza con il 551esimo anniversario della sua nascita, restituendo la bruciante attualità a colui che fu un simbolo nell’età d’oro dell’arte italiana.

Infatti, giusto a marzo, mese del suo compleanno, la Rassegna punta i riflettori della sua sesta “puntata” su questo gigante dell’Arte mondiale, del cui capolavoro,” Il Giudizio Universale”, nella Cappella Sistina, è in corso un restauro, che terminerà entro Pasqua.

Lo spettacolo avrà luogo il prossimo 24 marzo, alle ore 21, con Giancarlo Gori, attore aderente allo SNAD (Sindacato Nazionale Autori Drammatici), autore di un dialogo che rende appieno la psicologia tormentata di Michelangelo, nonché protagonista lui stesso del dialogo, mentre l’interlocutore che lo stimolerà sarà interpretato dallo stesso Renato Giordano.

Quasi un legame del destino col Buonarroti lega a lui un altro artista, Daniele da Volterra, passato alla storia come il pennello teleguidato dalle pruderie della Curia vaticana e pertanto declassato, lui stesso buon artista, col poco generoso soprannome di “Braghettone”.

L’autore-intervistatore sarà Giuseppe Manfridi, sagace ricostruttore di drammi interiori, mentre Daniele da Volterra sarà interpretato da Alessio Di Clemente.

Due drammi artistici a confronto, dunque. Quello leggendario e fin troppo chiacchierato di Michelangelo alle prese con le schizofreniche pretese dei papi e le invidie dei colleghi e quello misconosciuto e struggente del suo amico e collega Daniele da Volterra, che fu chiamato a mediare fra la potenza spregiudicata del più famoso collega e le grettezze perbeniste del tempo: indotto a coprire le nudità dipinte dal genio e passato alla storia come il Braghettone, sacrificò la propria arte a questa tragica e pure importante missione di salvataggio.

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