Il Teatro san Leonardo di Viterbo dal 4 ottobre 2025 al 9 maggio 2026 ospita un ricco cartellone di spettacoli per la nuova stagione teatrale.

Un percorso che attraversa la memoria collettiva e la coscienza individuale, voluto fortemente dal direttore artistico Simone Precoma e i proprietari Vanessa Sansone e Giuseppe Berardino.

“Il mulo e l’alpino” – Spettacolo co-prodotto da Anonima teatri e Twain centro produzione danza: la storia di Bepi, uomo comune catapultato nella follia della guerra del 1941. In scena con il suo mulo Grappa, diventa simbolo di tutti coloro che hanno scelto la diserzione come forma di resistenza.

“Mammut. Vita e morte di un’intelligenza artificiale” – Fartagnan teatro: il terzo capitolo della trilogia dove Ia umanizzate, crisi di nervi e colonie su Marte diventano specchio delle nostre ossessioni contemporanee.

“Povero Ulisse” – Regia di Paolo Gasparini: Protagonista un professore alle prese con un Ulisse fragile, umano, quasi contemporaneo. Il racconto di viaggio e di caduta che parla anche a noi.

“The idiot” – Nicholas Gallo: Liberamente ispirato al romanzo di Dostoevskij. Un’ora e quaranta di immersione nel post-capitalismo, nella perdita di innocenza e nella sete di redenzione.

“Dna” – Dennis Kelly, con la produzione di Margot theatre company: uno spettacolo tagliente sulla crudeltà adolescenziale e sulle dinamiche del branco, pensato come occasione di sensibilizzazione contro il bullismo. Non a caso, va in scena il giorno prima della Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo.

“Vacanze di guerra”: Il teatro si trasforma in un tour guidato nell’assurdo, in cui lo spettatore diventa parte integrante della scena. Un testo ironico e disturbante che, senza dirlo apertamente, riflette anche sul presente e sulle immagini che arrivano dalle colline israeliane e dai bombardamenti in Palestina.

“Pasolini. Sotto gli occhi di tutti” – Vincitore del premio Fantasio festival e del premio Scintille: omaggio a Pier Paolo Pasolini

“Il corpo di Matteotti” – Andrea Baldoffrei: un duello teso tra carnefice e vittima, nel silenzio claustrofobico che segue un delitto politico. Il pubblico respira la stessa aria pesante di quei corpi e non può restare indifferente.

“La prova orale” – Andrea Fabi: un monologo che vibra tra poesia e filosofia, un’ora di parola nuda, carne viva e pensiero, senza filtri né scenografie.

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