Cacio e pepe, amatriciana, carbonara, gricia: i piatti simbolo della cucina romana tornano al centro della scena giovedì 9 luglio, con un evento che unisce istituzioni, produttori, chef e appassionati in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico della Capitale.
Dalle 15:00 alle 22:00, il Pio Sodalizio dei Piceni in Piazza San Salvatore in Lauro ospiterà "La pasta del Lazio: tradizione, filiera e identità della cucina romana", un appuntamento ricco di dibattiti, degustazioni e show cooking dedicato ai grandi primi della tradizione laziale. L'iniziativa è organizzata dall'Aeper in collaborazione con l'Accademia della Cultura Enogastronomica e l'Accademia della Pasta, con il sostegno della Regione Lazio e dell'Arsial, e i patrocini di Roma Capitale, dell'assessorato capitolino all'Agricoltura, di Confesercenti e Fiepet-Confesercenti.
Il cuore della giornata è il racconto di una filiera: quella che parte dai campi cerealicoli della Tuscia, della Sabina, della Valle dell'Aniene e delle aree reatine e ciociare, passa per i pastifici artigianali e i caseifici, e arriva fino al piatto. Come spiega Claudio Pica, presidente dell'Accademia della Pasta e vicepresidente vicario della Fiepet-Confesercenti nazionale: "Vogliamo dare un approccio di filiera, mettere in relazione diretta produttori e operatori della ristorazione, chef e consumatori finali, favorendo la conoscenza delle materie prime locali. La regione Lazio si conferma terra di eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche, tra queste vi è anche la pasta. Il nostro territorio ha anche una vocazione cerealicola, le nostre campagne — dalla Tuscia viterbese alla Sabina, dalla Valle dell'Aniene fino alle aree interne reatine e ciociare — hanno prodotto per secoli grani duri di grande qualità. Accanto al grano, c'è il lavoro dei pastifici artigianali, dei caseifici che trasformano il latte in pecorini intensi e complessi; dei salumifici che custodiscono la cultura del guanciale e degli chef che ogni giorno traducono questi ingredienti in piatti della tradizione".
Tra i relatori, figure di primo piano del mondo accademico e istituzionale: David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio e presidente di Olio di Roma Igp; Carlo Hausmann, docente di Food Design all'Università di Tor Vergata; il professor Cesare Manetti della Sapienza; il professor Raffaele Sacchi dell'Università Federico II; Giovanni Apa, presidente dell'Associazione Ristoratori e Albergatori di Amatrice; e Domenico Villani, delegato Onaf.
A dare vita agli show cooking ci pensano i grandi nomi della ristorazione capitolina: Alessandro Camponeschi di piazza Farnese, Pietro Lepore dell'Harry's Bar di via Veneto, Alberto Martelli del ristorante La Carbonara a Campo de' Fiori, Fundim Gjepali dell'Antico Arco al Gianicolo. E ancora: Il Falchetto della famiglia Donato, Angelino ai Fori, Roberto Torretti della Trattoria Da Memmo a piazza Cavour, Andrea Stagnetta de Il Focolare a Monteverde, La Villetta dal 1940 alla Piramide Cestia, e la Trattoria Cadorna nel quartiere Sallustiano. Un cast che rappresenta la memoria gastronomica viva della città.
Durante la manifestazione verranno nominati gli Ambasciatori e i Maestri dell'Accademia della Pasta, nata con l'obiettivo di preservare e diffondere la cultura gastronomica italiana della pasta. A tutti gli ospiti verrà omaggiato un ricettario bilingue, pensato come invito a considerare la pasta non solo come un piatto, ma come un vero patrimonio agricolo, economico e identitario del Lazio. Media partner dell'evento è Radio Roma Capitale.
Dove: Pio Sodalizio dei Piceni, Piazza San Salvatore in Lauro 15, Roma
Come accreditarsi: Scrivere a segreteria@associazioneesercenti.it


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