"Guitar" rinuncia a tutti i sintetizzatori e agli artifici dei dischi precedenti: solo chitarre elettriche e acustiche, basso e batteria essenziali, a sostenere una voce che non è mai suonata così affaticata, speranzosa e autentica. La musica di DeMarco ha sempre offerto un tipo di evasione quotidiana, uno sguardo dentro la mente e il tempo di qualcuno che avresti potuto essere; in "Guitar", finalmente, inizia a evadere dal proprio passato. È la sua espressione più diretta e sicura: accettare di essere un po’ triste, ma felice di poter andare oltre”.

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