C’è un filo sottile che lega la beffa boccaccesca alla satira politica, e quel filo ha il nome di uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano: “La Mandragola”.
Il celebre testo di Niccolò Machiavelli approderà sul palco dell’Ar.Ma Teatro di via Ruggero Di Lauria il prossimo 28 e 29 marzo, con la regia di Deborah Massaro.
Considerata da molti la commedia più bella del Cinquecento, l’opera non è solo un esercizio di stile, ma uno specchio tagliente dei vizi umani. Al centro della vicenda troviamo Callimaco, un giovane innamorato e smanioso di conquistare la bellissima e onestissima Lucrezia. Il problema? Lucrezia è sposata con Messer Nicia, un uomo tanto sciocco quanto ossessionato dal desiderio di avere un erede.
Tra pozioni miracolose (la famosa radice di mandragola), travestimenti e inganni, si muove una galleria di personaggi indimenticabili che incarnano i tipi classici della commedia d’intrigo:
• Fra Timoteo, il frate corrotto che mette a nudo l’ipocrisia religiosa del tempo;
• Ligurio, il “tessitore della beffa”, mente lucida e stratega dell’operazione.
Sotto la guida di Deborah Massaro, il cast darà vita a questa giostra di passioni e furbizie, restituendo al pubblico quei toni “boccacceschi” che rendono il testo ancora oggi incredibilmente attuale e divertente.
La produzione vede impegnato un gruppo affiatato di attori, tra cui Massimiliano Mursia, Stefano Nupieri, Livio Cellucci e la stessa Massaro nel ruolo di Lucrezia. La cura scenica è affidata a Vira Bozhkova e Max Quaroni.


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