Dopo l’ultima edizione in Centro Storico, con oltre 80mila presenze, più di 100 location coinvolte e oltre 200 tra artisti, musicisti e creativi, torna Romadiffusa, questa volta a San Lorenzo.

Il festival culturale itinerante nasce per superare la retorica dell’immobilismo e del “museo a cielo aperto”, per raccontare la capitale contemporanea, accendendo i riflettori periodicamente su un diverso quartiere – aprendo al pubblico cortili nascosti, case private, botteghe artigiane, officine, gallerie d’arte e studi privati, portando musica e performance itineranti nelle piazze – e trasformandolo in un playground creativo dove contenuti inediti e disruptive incontrano location storiche e tradizionali.

Per la prossima edizione, Romadiffusa sceglie San Lorenzo. “Con oltre 50 tra studi d’artista, artist run spaces e gallerie, San Lorenzo è uno dei quartieri con la più alta concentrazione di spazi creativi della città”, come ha spiegato Sara D’Agati, co-founder e direttrice creativa del progetto. “Quello che ci interessa, è raccontare l’ecosistema artistico di San Lorenzo alla totalità del pubblico (italiano e straniero), non solo a chi già conosce e frequenta il sistema dell’arte e i suoi luoghi, e promuovere una narrazione forte, capace di oltrepassare i confini della città e di acquisire una risonanza internazionale”.

Lo spin-off di Romadiffusa San Lorenzo punta infatti a raccontare il quartiere come distretto artistico, aprendo al pubblico, per i due giorni del Festival, gli studi privati d’artista, rendendo visibili i luoghi dove avviene la progettazione e la produzione delle loro opere. Attraverso open studio, visite guidate dagli artisti e momenti di incontro, il pubblico ha la possibilità di entrare in contatto diretto con artisti, collettivi e curatori, osservando da vicino il loro lavoro quotidiano e i metodi con cui ognuno sviluppa le proprie pratiche artistiche.

Per tre giorni, opere di artisti come Pietro Ruffo, Quayola e Gianni Politi, abiteranno luoghi del quartiere: dall’osteria, al bar, al ristorante, alle strade del quartiere; la Fondazione Pastificio Cerere attiverà il cortile con un’installazione della mostra in corso e ospiterà visite guidate, performance e incontri con artisti e curatori.

Numero Cromatico aprirà le porte del suo studio con lecture performance e altre sorprese. Luoghi iconici di San Lorenzo ospiteranno una mostra diffusa di artisti emergenti: dal marmista al macellaio, dalla libreria al bar storico. E ancora, le gallerie d’arte – Monitor, Matèria, Monti8, Gilda Lavia; gli spazi di sperimentazione come ORO Project, Porte Rosse e Lembi; gli studi privati d’artista che aprono le loro porte al pubblico per raccontare la loro pratica: Pietro Ruffo, Leonardo Petrucci, Meletios Meletiou, Ottavio Celestino, Ombrelloni Art Space, gli studi in via dei Lucani e molti altri.

L’edizione è supportata da Soho House Rome, che dal 2021 ha aperto la sua sede romana a San Lorenzo, e ha già attivato, negli anni, collaborazioni con gallerie e spazi d’artista del quartiere e della città, attraverso una programmazione culturale continuativa, performance, conversazioni e mostre temporanee. Supportando Romadiffusa, Soho House rinnova e amplia il proprio sostegno alla comunità creativa. Il supporto si inserisce nella visione di Romadiffusa come progetto che lavora sul territorio, come piattaforma di racconto e ponte tra pubblico e privato.

SABATO E DOMENICA – 21 e 22 marzo Per tutto il weekend, San Lorenzo si accende come centro di pratiche creative, tra open studio, workshop, tour, performance e aperture straordinarie che coinvolgono spazi indipendenti, gallerie e studi d’artista. La Fondazione Pastificio Cerere apre le sue porte con visite guidate, laboratori per bambini e performance in occasione delle mostre in corso: EVERY CARESS, A BLOW, personale di Martina Zanin; Rifugi, collettiva di fine residenza del progetto 6ARTISTA, con opere di Vanshika Agrawal, Emma Brunelli, Micol Gelsi, Davide Miceli, Giulia Romolo e Nadia Vallino.

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