Shakespeare Ænigma – La prima incarnazione di John Florio, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Stefano Reali va in scena, venerdì 24 luglio alle ore 21, all'Arena del Teatro Tor Bella Monaca, nell'ambito del Tor Bella Monaca Teatro Festival.

Con Stefano Reali e Giusy Frallonardo e la partecipazione di Marco Simeoli, lo spettacolo è tratto dall'omonimo romanzo storico che, nel 2025, è entrato tra i dodici titoli di narrativa storica più venduti in Italia.

Più che un adattamento teatrale del libro, Shakespeare Ænigma rappresenta il punto di arrivo di un percorso di ricerca iniziato oltre quarant'anni fa: “Ho cominciato a studiare l'enigma del Bardo più di quarant'anni fa – ha dichiarato l’autore – Fu Gigi Proietti, con il quale ho avuto il privilegio di lavorare quando ero ancora molto giovane, il primo a insinuarmi il dubbio su chi ci fosse davvero dietro ai drammi shakespeariani.”

Da allora Stefano Reali ha raccolto documenti, studi, testimonianze e pubblicazioni internazionali, trasformando quella curiosità iniziale prima in un progetto cinematografico, poi in un romanzo di oltre ottocento pagine e infine in uno spettacolo teatrale. È stato proprio il pubblico, racconta l'autore, a suggerire quest'ultimo passaggio: "Alle presentazioni del libro – ha continuato Reali – mi accorsi che le letture affidate agli attori appassionavano moltissimo gli spettatori. Alla fine molti uscivano con la sensazione di aver assistito già a uno spettacolo. A quel punto qualcuno ha cominciato a chiedermelo davvero. Così abbiamo deciso di realizzarlo."

Lo spettacolo, tuttavia, non si limita a trasferire sulla scena le pagine del romanzo. Reali sceglie una strada diversa: costruisce un vero thriller teatrale nel quale documenti storici, ricostruzione scenica e suspense si intrecciano fino a coinvolgere direttamente lo spettatore. Al centro della vicenda c'è John Florio, lessicografo, traduttore e raffinato intellettuale rinascimentale realmente esistito, nato in Inghilterra da padre italiano. Figura di enorme prestigio culturale, Florio è indicato da numerosi studiosi internazionali come uno dei candidati più autorevoli all'attribuzione delle opere di Shakespeare.

“Tra tutti i candidati all'authorship di Shakespeare, John Florio è quello il cui piede meglio si adatta alla scarpetta di cristallo. Non va confusa con la fantasiosa storia del presunto Shakespeare siciliano. È una ricostruzione priva di qualunque fondamento documentale, che ha finito per delegittimare anche studi seri e rigorosi. Shakespeare era inglese, storicamente esistito. Anche John Florio era inglese, nato a Londra da padre italiano”, ha aggiunto Reali.

Quella raccontata nello spettacolo non è dunque una provocazione, ma un'indagine costruita su una vasta documentazione storica, linguistica e letteraria che, da oltre un secolo, alimenta uno dei più affascinanti dibattiti della cultura occidentale. Non a caso, gli Inglesi stessi discutono questa questione da più di un secolo. Nel 1922 alcuni accademici di Oxford fondarono la Shakespeare Authorship Trust proprio per approfondire l'identità del possibile autore nascosto dietro il nome di Shakespeare.

Lo spettacolo accompagna così il pubblico nella Londra elisabettiana tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, dove John Florio incrocia figure straordinarie come Giordano Bruno, Christopher Marlowe, John Dee, Mary Sidney e Miguel de Cervantes, in un intreccio di politica, filosofia, letteratura e giochi di potere che assume i ritmi del grande romanzo investigativo.

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