Viterbo è pronta a vivere la magia del trasporto della Macchina di santa Rosa, fissato giovedì 3 settembre . Alta 30 metri, pesante 50 quintali, “Dies Natalis” è una torre luminosa che attraversa il centro storico, portata in spalla da circa cento facchini.
Il passaggio della Macchina per le vie di Viterbo ricorda la traslazione del corpo di Rosa, avvenuto il 4 settembre 1258, dalla chiesa di santa Maria in Poggio al santuario a lei dedicato. Quello del 2026 è il terzo trasporto della Macchina “Dies Natalis”, che ha debuttato nel 2024. Ideata e progettata da Raffaele Ascenzi, è stata costruita dalla ditta Fiorillo.
Il percorso del trasporto è lungo un chilometro e diviso in sei tratte per consentire altrettante soste: da piazza San Sito al santuario di santa Rosa. I primi due tratti si percorrono in discesa, dove la larghezza della strada è di otto metri e si mantiene costante fino a incontrare le prime due piazze dove la Macchina effettua le fermate. I tre tratti che seguono sono in pianura e sono i più suggestivi: le vie sono molto strette, variando dai quattro metri e mezzo ai sei metri. La ripida salita finale ha una pendenza del 12% circa. Alla base della Macchina vengono agganciate due corde, tirate da venti facchini, e posteriormente vengono inserite quattro leve di legno spinte da altri venti, mentre gli altri rimangono sotto. Quest'ultimo tratto si compie di corsa.
Il trasporto inizia da piazza San Sisto e giunge alla chiesa di santa Rosa, percorrendo via Garibaldi, via Cavour, via Roma, corso Italia, via di Santa Rosa. Le fermate: piazza Fontana Grande, piazza del Plebiscito, piazza delle Erbe, chiesa del Suffragio, piazza Verdi, chiesa di santa Rosa.


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